Algarve – Il paradiso occidentale d’Europa

Il viaggiatore in cerca di qualcosa di particolare, che concili mare, natura, bellezze paesaggistiche e bontà culinarie non potrà rimanere insoddisfatto visitando la regione portoghese dell’Algarve. Questo lembo di terra, estremità meridionale del Portogallo, incastrato tra l’Andalusia, dalla quale è separato dal corso della Guadiana, e l’Oceano Atlantico, rappresenta un unicum a livello mondiale, attirando ogni anno centinaia di migliaia di turisti. La città principale e capoluogo della regione è Faro, collegato al resto del paese lusitano da linee ferroviarie ed autobus, ed al resto d’Europa mediante un piccolo ma in estate affollato aeroporto, avamposto delle compagnie low-cost in Europa meridionale. Dal punto di vista artistico ed architettonico la città non ha moltissimo da offrire, ma l’atmosfera che si respira da queste parti è estremamente affascinante ed in grande sintonia con quella che potremmo trovare nel resto del paese.Faro - Largo da Sé

Faro – Largo da Sé

Visitando Faro, sarete accolti dalla tipica ospitalità lusitana fatta di grande cordialità, semplicità ed informalità, caratteristiche che vi faranno sentire subito a casa. Sui tetti delle vecchie abitazioni farensi sarà comune ammirare le imponenti cicogne alle prese con i loro nidi, vere e proprie opere d’arte ed una delle principali attrazioni del capoluogo.

Faro - Cicogne

Faro – Cicogne

Nota speciale da queste parti è sicuramente per il cibo: piatti gustosi, soprattutto di pesce (consigliato il bacalhau a lagareiro) ma anche di carne, accompagnati da un buon vino o, per gli amanti, dalle ottime birre portoghesi (Super Bock e Sagres le più commerciali e davvero ottime), non vi faranno certamente rimanere delusi. Praticamente ovunque sono le ottime olive lusitane, ed anche le carote, servite sotto olio o aceto come aperitivo in quasi tutti i ristoranti della zona. La grande attrazione di Faro sono però le sue isolette, parte dell’arcipelago conosciuto come Ria Formosa, e raggiungibili dal piccolo molo antistante il centro storico in poco più di mezz’ora di battello. Per raggiungere il molo la particolarità è rappresentata dalla necessità di attraversare a piedi la linea ferroviaria, nel tratto Faro-Tavira, azione che da noi è pressoché impossibile e che vi proietterà quasi in un’altra epoca (fate comunque attenzione anche se la linea è poco trafficata per i nostri standard). L’isola forse più bella e caratteristica dell’arcipelago Farense è la Ilha Deserta, una distesa di sabbia di colore giallo deserto contornata da un mare azzurrissimo che vi lascerà senza fiato. Sull’isola è presente un bar-ristorante come unica costruzione, e che viene ovviamente preso d’assalto da centinaia di turisti ogni giorno nella stagione estiva. Sulla Ilha Deserta, la cui visita è caldamente consigliata al mattino, si possono ammirare distese interminabili di stupende conchiglie, portate sulla spiaggia dalle maree, che rappresentano una delle peculiarità della zona, assieme ai piccoli arbusti che nascono nella porzione più interna dell’isola, piante grasse dai colori vivaci che vi sorprenderanno per semplicità e bellezza.

Faro - Ilha Deserta

Faro – Ilha Deserta

Il capoluogo della regione ha però un suo arenile sulla terraferma, frequentatissimo in estate, e caratterizzato da una distesa sabbiosa da fare invidia a località ben più note del Vecchio Continente e non solo, la Marina de Faro, contornata da ristoranti e locali, presi anch’essi d’assalto dai turisti in estate, così come lo sono i locali del centro storico, popolati fino a tarda notte e che animano la comunque compassata vita notturna farense. Altra località di sicuro interesse della regione è la città costiera di Portimão, situata a metà strada tra Faro e l’estremità occidentale dell’Algarve. Secondo centro più importante dell’area, è famosa per il suo circuito automobilistico ed anche per la chiara vocazione turistica. Ricostruita, come Faro, dopo il terribile terremoto del 1755, presenta oggi un piacevole porto turistico, affollato di turisti provenienti soprattutto da Nord Europa e Russia, ed è contornata da bellissime e piacevoli spiagge, tra cui si consiglia la vicina Praia da Rocha, situata a meno di 2 Km dal centro città e caratterizzata da un ampio arenile di sabbia gialla e da un mare pulitissimo, come da tradizione in questa area.

Portimão - Praia da Rocha

 
Portimão – Praia da Rocha

Si possono inoltre consigliare ai viaggiatori diretti in Algarve le località di Marinha, a Lagoa, considerata una delle spiagge più belle del mondo, e di Sagres, la punta ovest del Portogallo, dalla quale si potrà ammirare l’immensa distesa d’acqua dell’Oceano Atlantico. L’Algarve, tra natura, gastronomia, mare e tanta ospitalità, saprà quindi conquistarvi facendovi vivere un’esperienza indimenticabile.

Tigri della Malesia, ovvero il pagellone di Sepang

Come d’abitudine, eccoci nuovamente, dopo il secondo GP della stagione, in Malesia, per il pagellone della gara.

Vettel, voto 10: Seb perfetto, con inizio guardingo cercando però di non perdere da Hamilton, sfrutta al massimo gli errori strategici della Mercedes e la buona forma della SF15T per cogliere il successo numero 40 in carriera, il quarto a Sepang ed il primo in Rosso. Da lode l’esultanza ed il team radio post-gara, è già un idolo per i ferraristi.

Hamilton, voto 6: Per una volta la Mercedes sente il fiato sul collo degli avversari e lui va in confusione. Cattiva gestione delle gomme anche a causa del gran caldo, ma poteva e doveva fare di più. Unica nota positiva i 3 punti presi al compagno-rivale Rosberg.

Rosberg, voto 4,5: Non la miglior gara in carriera per Nico, nuovamente battuto da Lewis e mai veramente in corsa per la vittoria. Con questa Mercedes è ingiustificabile.

Raikkonen, voto 7: Paga fin troppo caro l’errore in qualifica, viene graziato dalla safety car, rimonta da par suo, ma 53″ da Seb sono oggettivamente tanti. Buona gara ma nel complesso da rivedere.

Bottas, voto 6,5: Williams in difficoltà con le gomme, gara abbastanza anonima ma almeno riesce a stare davanti a Massa.

Massa, voto 6: Stesso discorso, mezzo punto in meno per la sconfitta nella battaglia interna Williams.

Verstappen, voto 9: Il figlio di Jos fa un figurone: veloce, aggressivo e battagliero. Qualcuno disse che Max era il miglior talento dai tempi di Senna, oggi qualcosina ha iniziato a dimostrare.

Sainz, voto 8: Perde la battaglia tra adolescenti con Max ma rimane davanti alle Red Bull. Non male per il giovane spagnolo.

Ricciardo, voto 5: Le prende da Kvyat (voto 6) ma paga una RB davvero in crisi nera.

Alonso, voto 6,5: Finché la McLaren regge lo spagnolo fa il possibile. Non è ancora il pilota che tutti conoscono ma è comunque in via di guarigione e non merita un simile mezzo.

Perez-Hulkenberg, voto 2: Brutti e pericolosi, rischiano di compromettere le gare altrui e non solo: a Kvyat e Grosjean tutto sommato è andata di lusso…

CIR: Ciocco delle sorprese, trionfa Perico

Doveva essere il rally degli Andreucci, dei Basso, degli Scandola, è invece stato il rally di Alessandro Perico che, dopo le 15 (poi ridotte a 14) PS del rally del Ciocco, prova di apertura del Campionato Italiano, si è aggiudicato la prestigiosa classifica finale, balzando così in testa alla classifica iridata. Costante per tutti e due i giorni di gara, il bergamasco al volante della Peugeot 208, ha approfittato dell’errore in cui è incappato Giandomenico Basso mentre comandava la generale per scavalcare l’alfiere della Ford ed entrare da trionfatore sotto la Torre Ariostesca a Castelnuovo Garfagnana. Alle sue spalle si sono quindi piazzati Michelini-Perna su Citroen e l’altra grande sorpresa, Caldani-Farnocchia, su Ford Fiesta. L’iridato Andreucci, dopo una grande rimonta resa necessaria dai problemi ai freni ad inizio rally, si è piazzato quinto, dietro anche ad Albertini, anch’esso su 208, mentre sia Basso che Scandola, per i problemi già elencati, non sono stati classificati. Prossimo appuntamento, il secondo di otto totali, con il Rally di Sanremo, previsto per l’11 aprile.

Ayrton ed i ricordi di una F1 che fu

Nel 1996 il grande Lucio Dalla compose uno dei suoi pezzi più famosi, dedicandolo ad Ayrton Senna Da Silva, il grande campione brasiliano tragicamente scomparso ad Imola due anni prima, in quel maledetto weekend che si portò via, come in una favola crudele, sia il campione (Senna appunto) che la giovane promessa (Roland Ratzenberger). Ecco, quel grande campione oggi avrebbe compiuto 55 anni, e rappresenta forse più di ogni altro pilota il passaggio da una Formula 1 “fatta in casa” come quella fino agli anni ’80 ad uno sport che poco ha ancora a che vedere con i pionieri del passato e che somiglia sempre più ad uno show nel quale contano soldi, sponsorizzazioni e diritti televisivi più di ogni altra cosa. Questo sport, così amato da generazioni di giovani e non, si sta sempre più allontanando dalle proprie origini, da quell’Europa nella quale ha costruito la propria storia e le proprie fortune, da quei circuiti mitici come Imola, Zandvoort, Zolder, Magny Cours, Jarama ed altri ai quali i magnati della F1 moderna hanno detto addio preferendogli cattedrali nel deserto o tilkodromi in paesi lontani. E così, proprio nel giorno del compleanno di Ayrton, la conferma che un altro pezzo di storia automobilistica come il GP di Germania ci abbandona lascia di sicuro una sensazione di amaro in bocca ed una consapevolezza che il romanticismo dei tempi andati difficilmente tornerà. Vogliamo quindi ricordare le gesta dei nostri amati campioni in terra tedesca, da quel maledetto 1976 nel Grüne Holle, l’inferno verde del Nürburgring nel quale Niki Lauda segnò irreparabilmente la propria carriera e la propria vita, al tris di vittorie ad Hockenheim proprio di Senna (1988, 1989 e 1990), fino ai trionfi di Schumi ed al primo ed unico sigillo in casa di Vettel, datato 2013. Vogliamo anche ricordare come la Germania, patria di grandi piloti e costruttori di automobili, abbia fatto di tutto per adeguarsi alle regole imposte dal “progresso” della F1, accettando di modificare il terribile Nürburgring tagliando la Nordschleife e riducendo Hockenheim da tempio della velocità a pista tecnica e tortuosa. Purtroppo non è bastato, e nel giorno del compleanno di Ayrton, un altro passo verso l’allontanamento di questo sport dal Vecchio Continente è stato purtroppo percorso, e forse questo passo non prevederà ritorno.

Rally del Ciocco: primo giorno, prime sorprese

Si è ufficialmente aperta la stagione italiana del rally con la consueta prova inaugurale sulle strade toscane del “Ciocco”, in lucchesia. La prima delle due giornate di gara, sviluppata su ben 12 prove speciali, è stata caratterizzata dallo spettacolo e da alcuni colpi di scena, tra i quali spicca senza dubbio il problema accusato dal campione italiano in carica Paolo Andreucci a partire dalla PS3, con la sua Peugeot 208 in crisi con i freni. Il pilota di casa ha quindi dovuto rincorrere fin dall’inizio, chiudendo la giornata in settima posizione e compromettendo così il rally d’esordio. Ne ha approfittato il suo acerrimo rivale di sempre, Giandomenico Basso su Ford Fiesta che, con il dente avvelenato dopo la sconfitta nella classifica finale lo scorso anno, si è preso la testa della gara rifilando 21″ a Perico su Peugeot e più di un minuto sulla sorpresa Michelini su Citroen DS3. Ritiro nella PS12 anche per l’altro grande favorito, Umberto Scandola su Skoda Fabia a causa di problemi meccanici mentre l’equipaggio della casa ufficiale cieca occupava il podio virtuale della classifica dietro a Basso e Perico. Da sottolineare inoltre la grandissima prova dell’equipaggio versiliese Caldani-Farnocchia su Ford Fiesta, attualmente al quarto posto assoluto.

La giornata conclusiva del primo rally stagionale prevede le ultime due PS, le più lunghe, Coreglia 1 e 2, che vedranno un Basso che tenterà di mantenere la leadership su Perico ed un Andreucci alla carica, come già è stato nella seconda parte della prima giornata, per tentare di recuperare più posizioni possibili e perdere quindi meno terreno possibile dall’arrembante Basso.

3, 2, 1… CIR…

Anche quest’anno il Campionato Italiano Rally (CIR) sta per iniziare, come di consueto sulle difficili e tecniche strade del Ciocco, tra Alta Versilia e Garfagnana. Si parte venerdì 20 con presentazione e shakedown tra Forte dei Marmi e Seravezza per poi trasferirsi in Garfagnana per le prove speciali vere e proprie, che avranno come scenario le zone attorno a Castelnuovo Garfagnana, Careggine, Fornaci di Barga, Molazzana e Piano di Coreglia. Saranno ben quindici le PS complessive previste, alcune delle quali molto selettive e gloriose come le due del Renaio in apertura, entrambe di 14 km. Il parco macchine ed equipaggi al via sarà come al solito di primissimo livello, con il campione italiano in carica Paolo Andreucci su Peugeot 208 favorito d’obbligo sulle strade di casa. La casa del Leone schiererà anche gli equipaggi che vedranno come driver Albertini e Perico, mentre i primi rivali di Andreucci-Andreussi saranno come l’anno scorso Giandomenico Basso, navigato da Mitia Dotta su Ford Fiesta e Umberto Scandola con Guido D’amore su Skoda Fabia. Questi saranno quindi i principali motivi di interesse della competizione che anche quest’anno regalerà sicuramente grande equilibrio fino all’ultima delle otto tappe previste in calendario per questo 2015 che sarà concluso in ottobre dal Rally Due Valli che l’anno passato incoronò Andreucci Campione Italiano all’ultimo respiro nonostante un inizio non facile dovuto all’adattamento alla nuova 208. Vedremo quindi quest’anno chi avrà ragione tra i vari contendenti, con il garfagnino che pare essere ancora in pole position per la vittoria finale del CIR.

Alonso, la Honda ed il propulsore che non va

E’ di oggi la notizia che Alonso, attualmente a Woking a lavorare al simulatore, dovrà usare a Sepang il secondo motore della stagione, visto che il primo è andato arrosto sulla monoposto di Magnussen durante le prove di Melbourne. Gli ottimisti giapponesi hanno però visto il bicchiere mezzo pieno nella prestazione in Australia di Jenson Button, in grado di completare il Gran Premio senza rotture né danni, sebbene forzatamente a ritmo ridotto a causa del depotenziamento preventivo del propulsore Honda.

Questo in parte fa ben sperare, perché suggerisce che probabilmente il potenziale delle McLaren di quest’anno non è quello visto nella prima uscita stagionale ma, al contempo, fa riflettere su quanto, probabilmente, sia ancora lontana la scuderia diretta da Eric Boullier dall’affidabilità e dalle prestazioni dei top team con i quali, per storia, prestigio e piloti, merita di competere.

Nando, Giedo, Chris e Toto, ovvero il rovente post-Melbourne della Formula 1

Che questo 2015 fosse un anno “elettrizzante” da diversi punti di vista lo si era capito già dai primi test ma che, dopo solo una gara del Campionato di Formula 1, ci potessero già essere così tanti motivi di discussione , stranezze e litigi ad altissimo livello forse neanche i più “gossippari” tra gli appassionati di motori se lo sarebbero mai aspettato.

Iniziamo dal grande assente nella terra dei canguri, ovvero Fernando Alonso. L’asturiano è ancora convalescente dopo quanto capitatogli durante i test al Montmelò, ma dovrebbe essere al via nell’appuntamento di Sepang, previsto per il 29 marzo prossimo. In queste ore, le sue dichiarazioni ed i suoi video postati in rete hanno fatto il giro del mondo, facendo venire ai malpensanti più di un sospetto riguardo un possibile depistaggio sul proprio stato di salute. In questo momento pare che Nando si stia concentrando sul lavoro al simulatore a Woking per preparare al meglio la trasferta malese, ma quel che è certo è che lo spagnolo è atteso da una stagione che, almeno per la prima parte, si preannuncia forse la più dura da quando il bicampione del mondo è in F1, a causa della scarsa competitività del propulsore Honda, così palesemente manifestata sia nei test prestagionali che nel primo appuntamento ad Albert Park.

A proposito di propulsori, sta facendo il giro del mondo la dichiarazione di Chris Horner, team manager Red Bull, secondo il quale la scuderia anglo-austriaca sembrerebbe disposta a lasciare il massimo palcoscenico motoristico mondiale a causa delle regole cervellotiche sullo sviluppo delle monoposto imposte dal patron Ecclestone al circus. In realtà, molto più di una voce metterebbe in relazione il malcontento dell’inglese alla mancanza di prestazioni delle motorizzazioni Renault, fornitrici dei propulsori di Toro Rosso ed, appunto, Red Bull. Questo fatto ha scatenato una vera e propria guerra in cui ha fatto irruzione di prepotenza la Mercedes, per nulla disposta a modificare i regolamenti in un periodo di proprio dominio assoluto che, per bocca del proprio responsabile Toto Wolff, si è detta completamente in disaccordo con il giro di vite chiesto da Milton Keynes, invitando in maniera neanche troppo celata Horner e colleghi a lavorare maggiormente per lo sviluppo dell’auto, senza lamentarsi del regolamento dopo una sola gara. C’è quindi da attendersi che le tensioni tra le due scuderie dominatrici delle ultime cinque stagioni di F1 non finiranno qui ma si protrarranno lungo buona parte della stagione, sperando che non sfocino poi in atti estremi potenzialmente dannosi per un movimento già poco in salute in questo periodo, come dimostrato ampiamente, ad esempio, dal caso Manor.

Si stanno invece pian piano spegnendo le luci sul caso Sauber-Van der Garde, con il pilota olandese che non ha preso il via a Melbourne per volontà della casa di Hinwil, nonostante fosse in possesso di un regolare contratto con la scuderia di Peter Sauber. Pare che il team svizzero debba riproporre lo stesso lineup della prima gara anche a Sepang, con buona pace di Giedo, a cui ancora una volta verrà preferito lo svedese Ericsson. Nonostante una temporanea tregua, però, la diatriba tra il pilota olandese ed il management svizzero potrebbe essere destinata a protrarsi in futuro, rappresentando un altro dei motivi di interesse extra-pista di questo movimentato inizio di stagione 2015.

F1: Il Pagellone del GP down under

Archiviato il primo atto della nuova stagione di F1, vediamo come sono andati piloti e team con la prima edizione del nostro pagellone:

Piloti:

Hamilton – voto 10: Qualifiche e gara perfette. Fa hat-trick (pole position, vittoria e giro più veloce) e manca di poco il grand-chelem senza mai dare l’impressione di forzare. In controllo dall’inizio alla fine, non viene mai impensierito dal compagno-rivale Rosberg ed inizia nel modo migliore la cavalcata verso un terzo titolo mondiale che, in virtù del predominio della vettura che guida, sembra davvero alla sua portata.

Rosberg – voto 8: Strabiliante nelle libere del venerdì, subisce (e tanto) il predominio di Hamilton quando conta, ovvero in qualifica ed in gara. Mai in grado di avvicinare l’inglese, conduce una gara regolare e senza sbavature, ma si deve accontentare della piazza d’onore che ultimamente gli appartiene troppo spesso.

Vettel – voto 9: Finalmente una Rossa torna sul podio, ed è quella del tedesco, che appare per tutto il fine settimana più in forma del compagno di box Raikkonen e capitalizza un mezzo errore di strategia della Williams per sopravanzare Massa e balzare sul gradino più basso del podio, a distanza comunque siderale dalle frecce d’argento.

Massa – voto 7: Gara regolare e senza i soliti pasticci, che il brasiliano non tramuta in un podio a causa di scelte sbagliate del muretto nella strategia del pit stop. Tiene per tutta la gara il ritmo di Vettel con una Williams che, però, sembra leggermente più prestazionale delle Rosse.

Nasr – voto 9.5: L’”altro Felipe” compie l’impresa di giornata agguantando un quinto posto tutto sostanza che proietta la Sauber a prima forza tra le medio-piccole e dà la conferma, una volta di più, della bontà della Power Unit Ferrari montata dalla scuderia svizzera.

Ricciardo – voto 6.5: L’impressione è quella che la Red Bull stia pagando oltre misura il deficit di prestazioni del motore Renault. Certo che dall’australiano, nella gara di casa, ci si aspettava qualcosa in più dopo un 2014 che l’ha visto demolire il più illustre compagno di box Vettel.

Hulkenberg – voto 7: Mai inquadrato dalle telecamere conduce una gara costante e senza errori, come da tradizione, mostrandosi molto più efficace di Perez e portando in dote alla Force India punti preziosi in un’annata che si preannuncia non facile.

Ericsson – voto 6: La sufficienza per lo svedese è data dall’aver raggiunto per la prima volta in carriera la zona punti, più per disgrazie altrui che per propri meriti. Porta alla Svezia i primi punti iridati dall’epoca di Stefan Johansson, ma accusa un distacco mostruoso dal compagno Nasr, più incisivo di lui in tutto il weekend.

Sainz, Jr. – voto 6: Primi punti iridati anche per il figlio di Carlos, che si distingue più per il parapiglia che genera alla prima curva che per un’effettiva resa in gara. Inizia il GP molto carico, poi si spegne alla distanza, subendo il sorpasso di Ericsson che gli strappa l’ottavo posto nelle battute finali.

Perez – voto 5: La sufficienza non c’è, l’aggressività sì (anche troppa): potrebbe tranquillamente arrivare subito dietro il compagno di box, ma le vecchie ruggini con l’ex compagno in McLaren Button lo penalizzano molto non facendolo arrivare oltre il 10°posto.

Button – voto 7: La power unit Honda è davvero in crisi, ma l’inglese cerca di mettere una toppa con un’insolita condotta aggressiva, più simile a quella del compagno assente Alonso che non al carattere del britannico, che non gli consente comunque di arrivare in zona punti.

Raikkonen – voto 7.5: Kimi è finalmente tornato su livelli accettabili. Non è ancora il Kimi che conosciamo ma neanche quello del 2014, segno che sente la macchina più “sua”. Il contatto in partenza e gli errori ai box lo estromettono dalla lotta per il podio, ma in gara riesce comunque a mettere in successione giri veloci che fanno ben sperare per i prossimi GP.

Verstappen – voto 6: Senza infamia né lode il debutto del figlio di Jos. Paga un inizio gara con strategia molto conservativa, iniziando a scatenarsi una volta montate le gomme soft che non riesce però a sfruttare fino in fondo a causa del ritiro dovuto a problemi elettrici. Da rivedere.

Grosjean, Maldonado, Kvyat, Magnussen, Bottas, Stevens, Merhi – voto s.v.: Tra non partiti e ritirati non mettono assieme un giro buono, per colpe non loro.

Team:

Mercedes – voto 10: Dominante sia nelle prestazioni che nella gestione gara. Superlativa in prova, forse si risparmia in gara dove, a mio avviso, ha ancora 2-3 decimi nascosti.

Ferrari – voto 8: Rispetto al 2014 è un’altra musica, soprattutto per demeriti altrui. Si candida a lottare con la Williams per la seconda piazza nel Costruttori, ma può ancora limare qualcosa nella gestione delle strategie (vedere i due pit a Kimi e l’eccessiva lentezza ai box anche su Vettel).

Williams – voto 6.5: Come prestazioni siamo con la Ferrari, ma va peggio nella gestione gara. Strategia errata per Massa che perdere al brasiliano un possibile podio a vantaggio di Vettel. Manca l’apporto di Bottas, vedremo se in Malesia correrà il finnico, Susie Wolff, o Alex Lynn.

Sauber – voto 8: Molto meglio del 2014, nel quale la casa svizzera non raccolse punti. Power unit Ferrari sugli scudi su un’auto con ottime velocità di punta. Potrebbe essere tra le rivelazioni della stagione.

Red Bull – voto 4.5: Inizio pessimo, molto al di sotto delle attese, con Ricciardo che non può andare oltre il 6° posto e Kvyat al muretto già al primo giro. Scricchiola già l’accordo con Renault.

Force India – voto 5.5: Tra le motorizzate Mercedes pare la più in difficoltà. Un Hulkenberg tutto sostanza gli regala il 7°posto, ma in una gara normale, con 20 auto al via e qualche ritiro in meno, faticherebbe ad arrivare a punti.

Toro Rosso – voto 6.5: Sembra adattarsi meglio della “sorella maggiore” alle modeste prestazioni della power unit. Discreta gara dei due “deb”, ma per fare il salto di qualità ci vuole ben altro.

McLaren – voto 4: Prende svariati secondi al giro da tutte le altre case, con una motorizzazione Honda lungi dall’essere competitiva. Il 4 in pagella è più di incoraggiamento che relativo a reali prestazioni, per le quali meriterebbe non più di 2.

Lotus – voto sv: Troppo poco un giro per giudicare le prestazioni della casa di Enstone. Il progetto non sembra male, ma le due monoposto nero-oro sono uscite di scena troppo presto. Attendiamo un riscontro più affidabile.

Manor – voto sv: Mai scese in pista nel weekend, ci si chiede cosa siano andate a fare, in un periodo di crisi economica, in Australia. In Malesia il sospetto è che, se correranno, saranno le uniche a tenere il passo della McLaren, con probabili ritmi da GP2.

Per concludere, F1 – voto 0: Il nostro motor sport preferito sta implodendo a causa delle cervellotiche scelte di chi lo gestisce. Il primo GP stagionale è stato tutto sommato noioso, con poca competizione davanti, ravvivato solo da qualche duello a centro gruppo. Per riportare la classe regina ai fasti di un tempo occorre una rivoluzione dall’alto, che pare però sempre più lontana, anche a causa del probabile ulteriore allontanamento delle gare dal vecchio continente.

F1 2015: al via la nuova stagione

E’ scattata dall’Australia la nuova stagione di Formula 1, la classe regina delle corse automobilistiche a ruote scoperte. Dopo l’annata 2014, conclusa con il trionfo della Mercedes e di Lewis Hamilton, la casa di Stoccarda mira a confermarsi in questo 2015 al quale gli altri team arrivano profondamente rinnovati rispetto al passato. La Red Bull, dominatrice di quattro degli ultimi cinque campionati di F1 con Sebastian Vettel, ha perso il suo alfiere per far spazio ad una coppia di velocissimi giovani, l’australiano Daniel Ricciardo, scomodo compagno di Vettel già la scorsa stagione, ed il russo Daniil Kvyat, reduce da un’ottima annata in Toro Rosso, la scuderia satellite delle “lattine”. Grande attesa per la Ferrari, per la prima volta dal 2010 priva di Fernando Alonso e con proprio il quattro volte iridato Vettel ad affiancare un Kimi Raikkonen in cerca di rilancio dopo un 2014 opaco. L’asturiano ex-ferrarista si è invece accasato alla McLaren, spinta dai nuovi propulsori Honda, che rappresenta la maggiore incognita di questa stagione, e che ha confermato l’esperto inglese Jenson Button per il sesto anno di fila. La coriacea Williams e la Force India, entrambe spinte da motori Mercedes, hanno confermato le loro line-up, mentre aria nuova si respira in Toro Rosso, dove i giovanissimi figli d’arte Sainz e Verstappen cercheranno gloria già alla prima stagione ed in tenera età, ed alla Sauber, dove al debuttante Nasr è stato affiancato l’ex-Caterham Ericsson.

Dopo i test invernali il predominio Mercedes sembra ancora presente, sebbene dietro pare che almeno la Rossa di Maranello si sia destata dal torpore di una delle stagioni più buie della propria storia. Se questo basterà a ricucire il gap con la casa di Stoccarda è prematuro dirlo, ma certamente fare peggio della scorsa annata pare difficile, ed i supporters del cavallino rampante si augurano che la nuova coppia di piloti (ed amici) Vettel – Raikkonen riesca a rinverdire i fasti della scuderia più gloriosa e vincente del motorsport mondiale.